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Vigevano

Tra le attrazioni di Vigevano c'è il Castello Sforzesco, una fortezza ricostruita tra il 1492 e il 1494

Vigevano castelloIl bellissimo comune di Vigevano si trova nella provincia di Pavia. Questo comune è famoso per i tanti tesori artistici e per l’enorme business industriale che vi si genera.

 

La città è divenuta famosa a mondo per la Vigevano piazza Ducale, in stile rinascimentale, situata nel centro della città.

 

Le prime parole scritte a noi giunte che parlano di Vigevano risalgono al 10 ° secolo dC.

 

Ai tempi era la residenza favorita del re longobardo Arduin, grazie alla possibilità di fare una buona caccia nelle vicinanze.

 

Vigevano è stato un comune ghibellino che favorì l'imperatore, di conseguenza fu assediato e preso dai milanesi nel 1201 e, di nuovo, nel 1275. Nel 1328 il comune si arrese ad Azzone Visconti e, successivamente, condivise le fortune politiche di Milano.

 

Molto bella, da non perdere mentre si fa Vigevano turismo, la chiesa di S. Pietro Martire, costruita da Filippo Maria Visconti nel 1445.

 

Tra le principali attrazioni vediamo il Vigevano castello, noto anche come Castello Sforzesco, una fortezza ricostruita tra il 1492 e il 1494 per Ludovico Maria Sforza, mecenate nato nella città. Tra gli ospiti che egli ebbe ci fu anche il famoso Leonardo da Vinci.

 

L’attrazione principale di Vigevano è una delle più belle piazze d'Italia, la già citata Piazza Ducale, un rettangolo allungato in proporzione di 1 a 3 , una forma inusuale per i primi periodo di urbanistica rinascimentale.

 

Nel corso del 17 ° secolo, da un capo all’altro della Piazza Ducale c’era la facciata concava del Duomo, ideata specificamente per portare l'antico duomo in linea perpendicolare all'asse della piazza e centrato su di esso.

 

La cattedrale fu costruita nel 1532 sotto indicazione del duca Francesco II, che commissionò il progetto ad Antonio da Lonate. L'edificio fu completato nel 1606 e si caratterizza per l’interno a croce latina, con tre navate. Ci si possono ammirare, tra le altre, opere di Macrino d'Alba e Bernardino Ferrari.

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